Il coro
polifonico "TASIS"
Nasce
nel 1997 per affiancare il Gruppo Folk durante una tournée presso alcuni
Circoli di Emigrati dell’Italia Settentrionale. Da un nucleo iniziale
di 16 elementi ora conta circa 30 coristi in costume sardo maschile
diretti dal M° Antioco Ghiani.
Il
nome:Tasis
Dal
D.E.S: "Tasa, taya, taza designa in Sardegna una specie di componimento
poetico breve, senza che si possa stabilire con sicurezza in ogni singolo
caso quale sia il vero e fondamentale valore del termine.
Secondo lo Spano, terza serie dei suoi Canti popolari, tajas e mutos
sarebbero equivalenti e sarebbero le denominazioni di stornelli e rispetti....
Ad ogni modo il termine è documentato con altri significati da altri
autori.
Il Calvia (Taja antica della Sardegna - 1898) afferma che taja abbia
il senso di nenia e di canto funebre.
In Gallura invece tasgia (=taza) è la denominazione di un modo di cantare,
ed il termine vive ancora oggi con il medesimo valore, come dimostrano
le registrazioni etnofoniche anche recentissime (1959) eseguite dal
Centro Nazionale Studi di musica popolare, (Cirese, p.147 seg).
Anche Maria Azara, Trad. Pop. della Gallura, p.145 parla del ballo tondo
sardo 'al ritmo di la tasgia', ed usa la parola nel senso di 'coro'
(sia elevando il tono a voce piena, quando hanno la possibilità, molto
frequente, di avere altri a fare coro (tasja)...
Salvatore Vidal, nella prefazione al poema 'Urania Sulcitana' (Sacer
1638) dice che, come ha letto in alcuni frammenti di Marangone in un
archivio di Pisa, il nome del canto sarebbe tasi, "il che, se l'indicazione
è esatta, ci fornirebbe addiritura la prova dell'esistenza nel sec.
XII del nome tasi" (Cirese, p. 140).
Aggiungeremo che in un racconto proveniente da Esterzili, in Bott.,
Legg. 107, figura tasa (sa skas' 'e issu delargu sonaa kommènti un òrgunu,
akkumpangénduru ssa das, 'e issa dessidora, tradotto dal Bottiglioni
'la skasa del telaio suonava come un organo, accompagnando la cantilena
della tessitrice') ciò che prova che il termine non è sconosciuto al
campidanese, almeno a quello della zona settentrionale confinante con
l'Ogliastra e con le Barbagie.
Sicuramente a Isili il termine si usa ancora nella forma registrata
nei documenti dell'archivio di Pisa citati dal Vidal: tasi, anche se
ormai ha perso il significato originario di "canto" o "coro". Il termine
evidentemente, col passare del tempo, ha assunto un significato negativo
e oggi da noi si usa nel senso di 'voce, canto, urlo sgradevole'.
Il coro l'ha voluto questo nome nel tentativo e nella speranza di rivalutarne
il significato, ma anche per non cadere nel peccato di presunzione.
I
Componenti:
-
Bassi
(Mario Corongiu, Cristiano Massa, Antonello Piras, Antonio Ghiani,
Antonello Trudu, Luciano Massa)
-
Baritoni (Francesco Ghiani, Roberto Loi, Gianni Ghiani, Basilio
Murtas, Gigi Olianas, Antonello Frau, Francesco Lai, Samuele Pucci)
-
Tenori
secondi (Federico Pucci, Piero Corona, Antonio Laconi, Elio
Corongiu, Gianni Schirru, Mauro Atzeni, Ivano Argiolas, Fausto Coni,
Antonio Melis)
-
Tenori
primi (Giandomenico Murru, Sando Manunza, Aldo Contini, Davide
Marras, Manlio Meleddu, Ignazio Faedda)
Il
repertorio:
Dal giorno della nascita, avvenuta in occasione della Festa di San Giuseppe,
il 25 agosto 1997, si è esibito in diverse località dell’isola e nella
penisola. Tra le apparizioni più importanti: la Rassegna dei cori polifonici
di Berchidda, Villacidro, Laconi, Suelli, giornata Telethon di Nuragus.
Ha partecipato a diverse Feste religiose dove esegue i canti della Santa
Messa in Sardo Campidanese.
Oltre ai brani della liturgia quali Benei fillus, Gloria, Alleluja,
Pane e binu, Santu, Deus ti salvet Maria, Babbu soberanu, Su Sinnu,
Cantat s’anima mia (Magnificat), Miserere (in latino), Tu es sacerdos,
Su Cristus, Is Cogius il Coro Polifonico Tasis propone anche quelli
più tradizionali della musica sarda: A Nanneddu, A Diosa (Non potho
reposare), Su conzinu, Pica sa tassa, Su olu ‘e s’astore, Ninna nanna
de Antonistene, Dormi pizzinnu, Badde lontana, scritti da alcuni fra
i più celebri poeti sardi (Montanaru, Peppino Mereu, Tonino Puddu, ecc.)
e musicati dai più importanti compositori di musica sarda (Tonino Puddu,
don Graziano Orro, Giuseppe Erdas, Gianni Garau, ecc.).
Il Coro esegue anche brani di poeti isilesi fra i più validi: L’hana
mortu cantande, Prena sa notte ‘e crarore (Pietro Mura) e Tue chi m’attis
s’aurora, So istraccu (Nino Pucci), musicati anch’essi da compositori
come Tonino Puddu e Gianni Garau.
Il futuro: Attualmente sta lavorando alla produzione del suo
primo Compact Disk.
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