Il coro polifonico "TASIS"

Concerti in programmazione:

30.12.2000 - Cagliari

 

Nasce nel 1997 per affiancare il Gruppo Folk durante una tournée presso alcuni Circoli di Emigrati dell’Italia Settentrionale. Da un nucleo iniziale di 16 elementi ora conta circa 30 coristi in costume sardo maschile diretti dal M° Antioco Ghiani.

Il nome:Tasis

Dal D.E.S: "Tasa, taya, taza designa in Sardegna una specie di componimento poetico breve, senza che si possa stabilire con sicurezza in ogni singolo caso quale sia il vero e fondamentale valore del termine.
Secondo lo Spano, terza serie dei suoi Canti popolari, tajas e mutos sarebbero equivalenti e sarebbero le denominazioni di stornelli e rispetti....
Ad ogni modo il termine è documentato con altri significati da altri autori.
Il Calvia (Taja antica della Sardegna - 1898) afferma che taja abbia il senso di nenia e di canto funebre.
In Gallura invece tasgia (=taza) è la denominazione di un modo di cantare, ed il termine vive ancora oggi con il medesimo valore, come dimostrano le registrazioni etnofoniche anche recentissime (1959) eseguite dal Centro Nazionale Studi di musica popolare, (Cirese, p.147 seg).
Anche Maria Azara, Trad. Pop. della Gallura, p.145 parla del ballo tondo sardo 'al ritmo di la tasgia', ed usa la parola nel senso di 'coro' (sia elevando il tono a voce piena, quando hanno la possibilità, molto frequente, di avere altri a fare coro (tasja)...
Salvatore Vidal, nella prefazione al poema 'Urania Sulcitana' (Sacer 1638) dice che, come ha letto in alcuni frammenti di Marangone in un archivio di Pisa, il nome del canto sarebbe tasi, "il che, se l'indicazione è esatta, ci fornirebbe addiritura la prova dell'esistenza nel sec. XII del nome tasi" (Cirese, p. 140).
Aggiungeremo che in un racconto proveniente da Esterzili, in Bott., Legg. 107, figura tasa (sa skas' 'e issu delargu sonaa kommènti un òrgunu, akkumpangénduru ssa das, 'e issa dessidora, tradotto dal Bottiglioni 'la skasa del telaio suonava come un organo, accompagnando la cantilena della tessitrice') ciò che prova che il termine non è sconosciuto al campidanese, almeno a quello della zona settentrionale confinante con l'Ogliastra e con le Barbagie.
Sicuramente a Isili il termine si usa ancora nella forma registrata nei documenti dell'archivio di Pisa citati dal Vidal: tasi, anche se ormai ha perso il significato originario di "canto" o "coro". Il termine evidentemente, col passare del tempo, ha assunto un significato negativo e oggi da noi si usa nel senso di 'voce, canto, urlo sgradevole'.
Il coro l'ha voluto questo nome nel tentativo e nella speranza di rivalutarne il significato, ma anche per non cadere nel peccato di presunzione.

I Componenti:

  • Bassi (Mario Corongiu, Cristiano Massa, Antonello Piras, Antonio Ghiani, Antonello Trudu, Luciano Massa)
  • Baritoni (Francesco Ghiani, Roberto Loi, Gianni Ghiani, Basilio Murtas, Gigi Olianas, Antonello Frau, Francesco Lai, Samuele Pucci)
  • Tenori secondi (Federico Pucci, Piero Corona, Antonio Laconi, Elio Corongiu, Gianni Schirru, Mauro Atzeni, Ivano Argiolas, Fausto Coni, Antonio Melis)
  • Tenori primi (Giandomenico Murru, Sando Manunza, Aldo Contini, Davide Marras, Manlio Meleddu, Ignazio Faedda)

Il repertorio:
Dal giorno della nascita, avvenuta in occasione della Festa di San Giuseppe, il 25 agosto 1997, si è esibito in diverse località dell’isola e nella penisola. Tra le apparizioni più importanti: la Rassegna dei cori polifonici di Berchidda, Villacidro, Laconi, Suelli, giornata Telethon di Nuragus. Ha partecipato a diverse Feste religiose dove esegue i canti della Santa Messa in Sardo Campidanese.

Oltre ai brani della liturgia quali Benei fillus, Gloria, Alleluja, Pane e binu, Santu, Deus ti salvet Maria, Babbu soberanu, Su Sinnu, Cantat s’anima mia (Magnificat), Miserere (in latino), Tu es sacerdos, Su Cristus, Is Cogius il Coro Polifonico Tasis propone anche quelli più tradizionali della musica sarda: A Nanneddu, A Diosa (Non potho reposare), Su conzinu, Pica sa tassa, Su olu ‘e s’astore, Ninna nanna de Antonistene, Dormi pizzinnu, Badde lontana, scritti da alcuni fra i più celebri poeti sardi (Montanaru, Peppino Mereu, Tonino Puddu, ecc.) e musicati dai più importanti compositori di musica sarda (Tonino Puddu, don Graziano Orro, Giuseppe Erdas, Gianni Garau, ecc.).

Il Coro esegue anche brani di poeti isilesi fra i più validi: L’hana mortu cantande, Prena sa notte ‘e crarore (Pietro Mura) e Tue chi m’attis s’aurora, So istraccu (Nino Pucci), musicati anch’essi da compositori come Tonino Puddu e Gianni Garau.

Il futuro: Attualmente sta lavorando alla produzione del suo primo Compact Disk.